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Presentazione libro “Vita di Vita”, di Eraldo Affinati

3Dnn+9_7B_pic_9788804634805-vita-di-vita_originalAmici, il prossimo venerdi 29 maggio ore 19:30,  Eraldo Affinati presenterà il suo libro “Vita di Vita”.

L’incontro con l’autore segnerà l’inizio del secondo appuntamento con Arte e Sapori sotto le stelle, il progetto culturale di infinite parentesi in collaborazione con Associazione CdQ-Villaggio prenestino.

Pubblichiamo un breve abstract del libro, presente sul sito dell’autore :

“Due uomini e un ragazzo si stagliano contro l’orizzonte in un infuocato tramonto africano. Una catena di speranza e coraggio li ha condotti fin lì. Forza consumata senza risparmio. Vita di vita. Khaliq, nato in Sierra Leone, è sopravvissuto a esperienze estreme. Cresciuto alla Città dei Ragazzi, storica comunità educativa dove insegna Eraldo Affinati, adesso lavora in un bar. «Sa fare i migliori cappuccini di Roma. E succhi di frutta fresca da ricordarseli. Andate a trovarlo prima che sia tardi: non ve ne pentirete. Uno come lui non sta mai fermo per troppo tempo in uno stesso posto. Il pianeta Terra è la sua casa.» Il giovane e l’adulto hanno stretto un patto: se il figlio avesse riabbracciato la madre perduta, il professore sarebbe andato a conoscerla. Questo libro racconta un viaggio attraverso la periferia di una grande città fuori controllo verso il villaggio lontano in cui una donna attende fiduciosa. I cieli africani, il buio vero, la luce accecante, la polvere negli occhi ardenti di bambini in tripudio per un pallone. Eraldo Affinati, accompagnato da un amico avvocato, sprofonda dentro se stesso: «Cosa vuol dire essere un insegnante? Mettere in grado chi hai di fronte di ascoltare la voce del suo maestro interiore. Ricucire gli strappi. Versare acqua sulla spugna secca…». I messaggi che riceve dagli indimenticabili studenti rimasti a casa, chiamati a leggere quale compito scolastico alcune lettere di coetanei morti da eroi nei moderni conflitti bellici europei, lo riportano alla storia martoriata del Novecento, in profonda risonanza con tutta la sua opera. Le radici strappate di Khaliq vengono raccolte dai fantasmi dei partigiani trucidati dai nazisti, i quali sembrano consegnare ai nostri adolescenti inquieti il testimone incandescente della loro giovinezza spezzata, rinnovando agli occhi dello scrittore il valore lacerante dell’azione paterna senza ricambio, né compenso. A fondo perduto.”


 

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L’autore.

Eraldo Affinati è nato a Roma nel 1956. Ha pubblicato Veglia d’armi. L’uomo di Tolstoj (Marietti, 1992, Mondadori, 1998); Soldati del 1956 (Marco Nardi, 1993, Mondadori, 1997); Bandiera bianca (Mondadori, 1995, Leonardo, 1996); Patto giurato. La poesia di Milo De Angelis (Tracce, 1996); Campo del sangue (Mondadori, 1997); Uomini pericolosi (Mondadori, 1998); Il nemico negli occhi (Mondadori, 2001); Un teologo contro Hitler.
Sulle tracce di Dietrich Bonhoeffer (Mondadori, 2002); Secoli di gioventù (Mondadori, 2004); Compagni segreti.
Storie di viaggi, bombe e scrittori (Fandango, 2006); La Città dei Ragazzi (Mondadori, 2008); Berlin (Rizzoli, 2009); Peregrin d’amore. Sotto il cielo degli scrittori d’Italia (Mondadori, 2010); L’11 settembre di Eddy il ribelle (Gallucci, 2011); Elogio del ripetente (Mondadori, 2013). Ha curato l’edizione completa delle opere di Mario Rigoni Stern, Storie dall’Altipiano (‘I Meridiani’, Mondadori, 2003). È autore, insieme alla moglie Anna Luce Lenzi, di Italiani anche noi. Corso di italiano per stranieri. Il libro della scuola Penny Wirton (Il Margine, 2011).