ESTATE ROMANA 2016presentazione libri

Nello Trocchia all’estate romana

Pubblicato il

Vengano-subito-attivate-le-misure-di-protezione-per-il-giornalista-Nello-Trocchia-500x330Questa sera alle 19 ospiteremo il Giornalista Nello Trocchia per la presentazione del libro “Io, morto per dovere – La vera storia di Roberto Mancini, il poliziotto che ha scoperto la Terra dei fuochi”.

(Ed. Chiarelettere, di Monika Mancini, Luca Ferrari, Nello Trocchia)

Una storia chiusa per anni nel silenzio e oggi riscoperta, oggetto di una fiction con protagonista Giuseppe Fiorello nel ruolo del poliziotto Roberto Mancini …

 

LA STORIA (da libreriamo.it) – Un uomo sapeva già tutto del disastro ambientale nella cosiddetta Terra dei fuochi. Vent’anni fa conosceva nomi e trame di un sistema criminale composto da una cricca affaristica in combutta con la feccia peggiore della malavita organizzata e con le eminenze grigie della massoneria. Quest’uomo si chiamava Roberto Mancini, è morto il 30 aprile 2014, ucciso da un cancro. Sarà riconosciuto dal ministero dell’Interno come “vittima del dovere”. Un giovane poliziotto cresciuto tra le fila della sinistra extraparlamentare negli anni confusi e violenti della contestazione. Manifestazioni, picchetti, scontri di piazza, poi la scelta della divisa, per molti incomprensibile e spiazzante, per Mancini del tutto naturale.

Nello Trocchia

 (tratto dal blog di Nello Trocchia sul fatto quotidiano)

Sono nato, nel 1982, a Nola, comune in provincia di Napoli, terra natia di Giordano Bruno.
Collaboro con Il Fatto Quotidiano, L’Espresso e con La7 (La Gabbia). Sono un cronista, precario dell’informazione. Ho firmato Federalismo Criminale, nel 2009, Nutrimenti, menzione speciale al premio Giancarlo Siani, primo libro inchiesta sui comuni sciolti per mafia; La Peste, nel 2010, (con Sodano) sulla cricca politico-criminale che ha realizzato il sacco ambientale in Campania; Roma come Napoli, nel 2012, Castelvecchi (con Bonaccorsi, Sina). Ho partecipato al libro collettivo Strozzateci tutti, Aliberti. Ho scritto per il teatro: La Peste, tratto dall’omonimo libro e Le Rovine di Adriano. A volte qualche inchiesta provoca reazioni, da agosto 2015 sono sottoposto a vigilanza dei carabinieri per aver subito minacce da un boss di camorra per alcuni lavori pubblicati sul Fattoquotidiano.it. Nel 2015 ho ricevuto il premio ‘Paolo Borsellino’ e il premio Articolo21 per la libertà di informazione. La mia frase preferita per raccontare questo lavoro, bello e difficile, è incasellata nel film Fortapàsc, storia di Giancarlo Siani, faro ed esempio, cronista ucciso dalla camorra nel 1985: “Gianca’ ‘e notizie so’ rotture ‘e cazz”.